Le Avventure di Pizzulata – 191° Episodio: C DI CIAO

Nelle mani l’odore del detergenti che ho usato fino ad ora, segno che ho pulito tutta casa e segno che quindi sto lasciando la casa, quale? Questa qui a Sydney. Perchè? Perchè vado a Melbourne. Si, c’è del lavoro per me (sembra una frase da film, forse lo è). Cosa mi aspetta? Non mi aspetto, nel senso in teoria tante cose, in pratica anche.

Chiudo la mia avventura a Sydney dopo 5mesi e rotti, rotti nel senso 15giorni.

Ciao al mio arrivo e botta di jet lag che il giorno dopo sudavo ed ero rincoglonito.
Ciao al camminare sulla spiaggia il primo gennaio.
Ciao ai bus che mi hanno portato in giro.
Ciao alle birre bevute dopo lavoro e al lavoro.
Ciao alle persone incontrate.
Ciao agli hangover.
Ciao alle colazioni nel bar che mi piace.
Ciao allo shopping del giovedì.
Ciao al sushi-roll gigante.
Ciao al ramen.
Ciao ai concerti a cui sono andato da solo.
Ciao al sabato fatto di colazione a base di cappuccino più chocolate croissant e al giro al market vicino casa.
Ciao al market vicino casa.
Ciao al pide vegetariano.
Ciao all’indiano vicino casa.
Ciao alle soste nel giardino.
Ciao alle corse nel parco e ai suoi tramonti.
Ciao al suono degli uccelli sopra di me mentre faccio stretching.
Ciao alla camera in cui mi trovo ora.
Ciao al bagno.
Ciao al giardino ed i suoi BBQ.
Ciao alle feste fatte, avute, bevute.
Ciao alle mostre di arte contemporanea.
Ciao alla domenica fuori porta, anzi fuorissimo.
Ciao al tetto con la piscina.
Ciao alla sengria.
Ciao alla mostra di tatuaggi.
Ciao al tacos in quel bar.
Ciao al rito del burrito al martedì.
Ciao al parco dove mangiavo il burrito.
Ciao al sole del parco.
Ciao all’erba prima della spiaggia.
Ciao a quell’angolo di spiaggia, che a me le onde non piacciono.
Ciao agli amici divenuti tali.
Ciao a Sydney.

La lista è ancora lunga, ma gli altri ciao li tengo per me…ciao

Le Avventure di Pizzulata – 190° Episodio: COSE CHE DICEVO ULTIMAMENTE E FORSE ANCHE ORA

Ne dicevo di cose, ma cosa come e quando?

Nel senso, che un mese fa ero solito dire tante cose, sempre le solite, erano risposte a domande, anche perchè domande a risposte…bhe si può, non è vietato però suona male, tipo un vinile fatto girare troppo velocemente, cioè si può, non è vietato, però suona male.

Dicevo, anzi, rispondevo a domande, le quali erano sempre le stesse, le domande, il tutto perchè arrivavano da persone diverse, ma erano sempre le stesse domande.

- let’s see what happens
- no worries
- I don’t know
- I can stay here another month, I guess
- no worries
- grab
- pot & pan
- so far
- Sydney
- Melbourne
- new job
- from home

Dicevo anche altre cose, ma non ricordo, in parte ne dico anche ora in parte simili in parte no, in parte.

Parte? Si.
Dove? Melbourne.
Per quanto? Ma, non so.
E’ più freddo laggiù. Si, so bene.
Allora ci vediamo. A presto, dicevo…

Le Avventure di Pizzulata – 189° Episodio: GIRA LA RUOTA

Rispondi, chiama, scrivi, organizza, chiama, rispondi, controlla, manda messaggio, prendi appuntamento, ok l’ultima sembra una cosa da parrucchiere del sabato pomeriggio, però ci siamo capiti.

In certe occasioni, tipo questa, fai cioè io, faccio molta fatica a dire no alle persone. Perchè e per come, devo ancora capirlo, cioè forse se scrivo capisco il perchè scrivendo.punto.
Forse penso che ogni NO sia un’occasione mancata, o forse NO. Dici SI alla birra, dici SI al sushi-roll, dici SI al vino bianco, dici SI a vediamoci che sei nuovo/a, dici SI a perchè non mangiamo una cosa insieme, dici SI a passa che beviamo una cosa poi si vede, dici SI al BBQ, dici SI al meetup, dici SI al facciamo yoga, dici SI al ragazzo che ti vuole parlare di un progetto, dici SI ad un ragazzo che ha bisogno per un progetto, dici SI e dopo un pò ti rendi conto, mi rendo conto, che non riesci a fermarti e sei un pò stanco. Una stanchezza buona, sana, necessaria in questo momento, forse, però ne senti il bisogno, forse, ok devo togliere il forse dalle mie frasi.

Però, è c’è un però, (però?), ora è il momento di girare la ruota, di mantenerla costante, non fermarla, perchè se la fermi, ti fermi anche tu, cioè io, e permetti a non so chi di pensare, pensare troppo, quando invece ora è solo il momento di vivere questa esperienza. [ultima frase da togliere dal post,grazie]

[Ecco che inizio a pensare] Mi sono detto a me stesso che qui, Sydney – Australia, non ci voglio rimanere a lungo, sento, e non dalle orecchie, che c’è un che, che manca, chemmanca, l’amaca del manca del che.

Adesso dormo.