Stavo a bici, guidavo la bici, la bici guidava me, bhe qualcosa guidavo, tipo 10min fa.
Si, ero in bici, tornando da una sorta di farewell party, ovvero qualcuno che parte e lascia cose, casa, casa e cose, insomma soccose.
Mi sono accorto, mentre andavo in bicicletta 10min fa, mentre sentivo quel venticello gelido tra capo e collo, collo e capo, insomma pensavo che se mi fermo non fa poi così freddo, però sei in bici, quindi continui ad andare e ti alzi sui pedali per non pensare al freddo e pensare ai pedali, si pedali, petali, pedalò.
Riscoprire la bici, guidandola di notte, è una bella sensazione. Stai attento a molte cose che ti circondano, che molto spesso quando cammini non ci pensi, non le vedi. In bici pare diverso, forse noti qualcosa che andando a piedi non noti, però andando a piedi noti cose che invece in bicicletta non noti, insomma notavo cose; tipo l’ombra che appare e scompare veloce sotto la luce dei lampioni; appena svanisce una, attendi la prossima, forse leggermente diversa, meno nitida, nuovo angolo, stai andando più veloce, lo senti dal vento nel caschetto, dal freddo sulla pancia, dagli occhi che lacrimano: vivi.